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13 Maggio 2011

Il commercio equo solidale

Con Commercio equo solidale o semplicemente commercio equo (fair trade) si intende quella forma di attività commerciale, nella quale l'obiettivo primario non è soltanto la massimizzazione del profitto, ma anche la lotta allo sfruttamento e alla povertà legate a cause economiche, politiche o sociali.

Attraverso il progetto “Scegli la via giusta” realizzato grazie al finanziamento dalla Regione Lombardia, le associazioni Altroconsumo, Acu e Casa del Consumatore cercano di sensibilizzare i consumatori su questo importante argomento e illustrano le potenzialità di questo commercio, anche grazie alla Guida realizzata da Altroconsumo (scaricabile qui sotto), che la Casa del Consumatore distribuirà durante il tour dell'ufficio mobile.

Nato per dare speranza a milioni di produttori nel Sud del mondo questa “politica” restituisce anche a noi, consumatori del Nord, un bene prezioso di cui il mercato spesso ci priva: il diritto ad essere informati su ciò che compriamo. Questo significa soprattutto diritto a sapere se dietro un prodotto si nasconde lo sfruttamento dei bambini o la repressione dei diritti sindacali, la discriminazione sessuale o la violazione del diritto alla salute.

La peculiarità di questo commercio, è il suo essere fondato su rapporti tra persone: botteghe del mondo, importatori, gruppi d’acquisto e cooperative di produttori dell’Africa, dell’Asia, dell’America Latina, collaborando insieme e in un rapporto “alla pari” costituiscono il commercio equo, cioè “giusto”, in cui le esigenze di tutti sono rispettate.

Il commercio equo ha iniziato a muovere i primi passi con la commercializzazione di prodotti come il cioccolato. La maggior parte delle persone ignora che centinaia di migliaia di bambini in Africa sono costretti a lavorare nelle piantagioni di cacao, e ovviamente nessuna grande azienda è interessata a diffondere queste informazioni: bambini e contadini costretti a lavorare in condizioni drammatiche che ricevono paghe irrisorie, mentre il cacao viene rivenduto con grossi profitti alle grandi aziende.

Con il commercio solidale, invece, tutte le varie decisioni vengono prese in comune, il cacao viene venduto a dei prezzi minimi garantiti e la stabilità di prezzi delle materie prime rende sereno il futuro dei lavoratori adulti. Nel commercio equo infatti è ovviamente proibito il lavoro infantile.

In Italia esistono 10 centrali di importazione principale che, una volta raccolto e lavorato il cacao, si occupano dello sviluppo del progetto e della distribuzione del prodotto(i) alla botteghe, insieme al materiale informativo e al c.d. “prezzo trasparente”. Viene così messo in evidenza quanto del prezzo finale del prodotto sia destinato al produttore e quanto alle altre spese. Il tutto è poi disciplinato da una “Carta dei Criteri”, custodita dall’Assemblea Generale del Commercio Equo (AGICES) italiana, che, definisce i limiti e gli impegni di tutti coloro che lavorano nel fair trade.

Scarica la guida sul commercio equo solidale

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