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01 Giugno 2011

Il pacchetto turistico alla luce della nuova normativa

 Con l’arrivo del caldo e delle belle giornate molti stanno già pensando alle vacanze e stanno progettando dove trascorrere qualche giorno di relax e riposo lontani dallo stress da lavoro magari in qualche località esotica. Con l’approvazione del nuovo Codice del Turismo sono state introdotte novità importanti per la tutela del consumatore-viaggiatore.

Innanzitutto è stata introdotta la specifica la categoria del “turista”ovvero il soggetto che acquista un pacchetto turistico. Non si parla più quindi in generale di “consumatore” o “viaggiatore”, ma di un soggetto specifico a cui sono attribuiti specifici diritti. Questa novità è collegata soprattutto al concetto di “danno da vacanza rovinata” che limiterebbe l’azione di risarcimento solo ed esclusivamente a chi acquista un pacchetto turistico, escludendo, quindi, il consumatore di singoli servizi turistici disaggregati (chi acquista solo un volo aereo, o il solo pernottamento presso un albergo, ecc…). Quindi il turista non è un semplice consumatore, in quanto consuma e viaggia in funzione alla finalità stessa della vacanza.

Cosa si intende allora quando si parla di pacchetto turistico?

Il codice classifica come pacchetti turistici i viaggi, le vacanze e i circuiti tutto compreso, che combinano almeno due dei seguenti elementi, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfetario e di durata superiore alle ventiquattro ore, o comunque che comprendano almeno una notte:

a) trasporto;

b) alloggio;

c) servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio e che costituiscono parte significativa del pacchetto turistico (es. escursioni, ecc..).

Il contratto

Il contratto di vendita dei pacchetti turistici deve essere redatto in forma scritta e con termini chiari e precisi. Copia del contratto sottoscritto o timbrato dall’organizzatore o venditore deve essere consegnata al consumatore. Nel contratto devono essere specificate i seguenti elementi:

- destinazione, durata, data d’inizio e conclusione;

- nome, indirizzo, numero di telefono ed estremi dell’autorizzazione all’esercizio dell’organizzatore o venditoreche sottoscrive il contratto;

- prezzo del pacchetto turistico, modalità della sua revisione, diritti e tasse sui servizi di atterraggio, sbarco ed imbarco nei porti ed aeroporti e gli altri oneri posti a carico del viaggiatore;

- importo, comunque non superiore al 25% del prezzo, da versarsi all’atto della prenotazione, nonché il termine per il pagamento del saldo;

- estremi della copertura assicurativa e delle ulteriori polizze convenute con il viaggiatore;

- mezzi, caratteristiche e tipologie di trasporto, data, ora, luogo della partenza e del ritorno, tipo di posto assegnato;

- ove il pacchetto turistico includa la sistemazione in albergo, l’ubicazione, la categoria turistica, il livello, l’eventuale idoneità all’accoglienza di persone disabili, nonché le principali caratteristiche, la conformità alla regolamentazione dello stato membro ospitante, i pasti forniti;

- itinerario, visite, escursioni o altri serviziinclusi nel pacchetto turistico, ivi compresa la presenza di accompagnatori e guide turistiche;

- termine entro cui il consumatore deve essere informato dell’annullamento del viaggio per la mancata adesione del numero minimo dei partecipanti eventualmente previsto;

- eventuali spese poste a carico del consumatore per la cessione del contratto ad un terzo;

- termine entro il quale il consumatore deve presentare reclamo per l’inadempimento o l’inesatta esecuzione del contratto;

Revisione del prezzo

Molto spesso il prezzo del pacchetto turistico viene aumentato, come ad esempio nel caso di adeguamento del prezzo del carburante. E possibile questo? Sì, se la revisione del prezzo forfetario di vendita di pacchetto turistico (a causa della variazione del costo del trasporto, del carburante, dei diritti e delle tasse quali quelle di atterraggio, di sbarco o imbarco nei porti o negli aeroporti, del tasso di cambio applicato), è stata espressamente prevista nel contratto, insieme con la definizione delle modalità di calcolo. I costi devono essere adeguatamente documentati dal venditore e la revisione del prezzo non può comunque essere superiore al dieci per cento del prezzo originario. In questo caso, il consumatore può recedere dal contratto, previo rimborso delle somme già versate. Il prezzo inoltre non può essere aumentato nei venti giorni che precedono la partenza.

 

E per saperne di più visita il sito checkupdiritti.it o chiama il numero verde 800.168.566.

Progetto “Check-up diritti” realizzato dalla Casa del Consumatore in collaborazione con Acu, Altroconsumo e Codici, grazie al contributo del Ministero dello Sviluppo Economico.

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