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23 Settembre 2011

Aumento dell’Iva al 21%

Da sabato 17 settembre l’Iva (imposta sul valore aggiunto) è passata, per effetto della manovra finanziaria, dal 20% al 21% su alcuni beni e servizi. E gli effetti si sono subito avvertiti per molti consumatori!

Il rialzo più considerevole ha riguardato i prezzi dei carburanti, slittati già alle stelle. Ad oggi i valori oscillano su 1.64 euro/litro per la benzina e su 1.52 euro/litro per il diesel, considerando che a inizio mese i prezzi che si registravano erano di circa 1.60 euro/litro per la benzina e 1.48 euro/litro per il diesel. Il consiglio per risparmiare? Andare alla ricerca delle così dette pompe bianche, ovvero distributori indipendenti, non collegati a nessuna marca o presso le pompe dei supermercati, dove il prezzo dovrebbe essere inferiore.

Ma i carburanti sono solo una delle tante voci soggette al rialzo dei prezzi, che influiranno notevolmente e drasticamente sul potere di acquisto dei consumatori italiani.

Ecco i beni sui quali grava l’Iva al 21%:

- Abbigliamento e calzature

- Valigie, borse e altri accessori

- Articoli per la pulizia, per l’igiene personale, profumi e cosmetici

- Tabacchi

- Pedaggi e parchimetri

- Televisori e prodotti tecnologici (telefonini, computer e tablet, macchine fotografiche, videocamere)

- Giocattoli, articoli di cancelleria e strumenti musicali, cd e cdrom

- Automobili, ciclomotori, biciclette, autocaravan e imbarcazioni

- Piscine, palestre e altri servizi sportivi

- Pacchetti vacanza

- Parrucchiere

- Elettrodomestici, stoviglie e utensili per la casa

- Caffè, bevande gassate, succhi di frutta, bevande analcoliche, vini e alcolici (acquistati al supermercato)

- Servizi di telefonia fissa, mobile e connessioni Internet, abbonamenti pay tv

- Parcelle avvocato e commercialista

- Parchi giochi

Attenzione ai prezzi!

Non tutti i prodotti infatti saranno coinvolti dall’aumento dell’Iva. Per i prodotti con Iva agevolata del 4% (applicata sull'acquisto della prima casa, sui giornali e sugli alimentari di prima necessità) o del 10% (calcolata su servizi resi da alberghi, bar e ristornati, sulle ristrutturazioni edilizie e su alcune categorie di alimentari), non ci sarà rincaro. Attenzione quindi se vedete lievitare il prezzo di carni, verdure, ortaggi, latte, frutta, pane, pasta, giornali, libri, cinema e spettacoli, visite mediche, ristoranti e tavole calde, servizi finanziari e bancari, elettricità e metano per riscaldamento e caffè al bar: sarebbero, infatti, tutti rincari ingiustificati e non derivati dall’Iva!

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