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10 Dicembre 2012

La maggior parte dei siti non rispetta le norme a tutela dei consumatori

Nell’era digitale sempre più spesso si fa affidamento a Internet per l’acquisto di prodotti, dalla merce di nicchia a quella di largo consumo.

L’e-commerce, negli ultimi anni, ha registrato una larga diffusione tra i consumatori, sia per la comodità nell’utilizzo (volete mettere la possibilità di acquistare quello che si vuole, stando comodamente seduti a casa propria, con un semplice click, invece di uscire, ed essere costretti a girare per negozi e fare la coda alle casse?), sia per i prezzi ribassati, capita spesso, infatti, che i prodotti on line siano venduti a prezzi scontati rispetto ai negozi tradizionali.

Con l’arrivo quindi delle festività, molti consumatori fanno affidamento agli shop on-line per l’acquisto dei regali di Natale per familiari e amici.

Attenzione però! Perché non tutti i siti di e-shopping sono sicuri. Da un’indagine condotta nel mese di giugno dalla Commissione Europea, è emerso infatti, che ben il 75% dei siti web (254 siti su 333 controllati), che vendono giochi, libri, video e musica non sono a norma con le regole a tutela dei consumatori.

Troppe clausole contrattuali inique, pochissime informazioni sull’identità (e sui recapiti) del commerciante e perdita del diritto di recesso.

E se i prodotti sono destinati ai bambini? Ancora peggio! La maggior parte di questi siti, infatti, pubblicizza come gratuiti dei giochi, che poi al momento del download risultano essere in realtà a pagamento.

In particolare, la Commissione Europea ha evidenziato come la maggior parte di questi siti non offre garanzie post-vendita ai consumatori, con clausole che escludono la responsabilità del commerciante in caso di danni al computer del consumatore a seguito di un download, oppure clausole che escludono o ostacolano il diritto dei consumatori alla riparazione o sostituzione in caso di prodotto difettoso.

Il 36% dei siti, poi, non fornisce informazioni sull’identità del commerciante (zona geografica di riferimento o un contatto mail o telefonico per l’invio di comunicazioni in caso di prodotto difettoso).

Per far fronte a questa grave situazione, dall’Europa hanno assicurato che continueranno anche nei prossimi mesi con indagini ancora più restrittive, contattando direttamente le imprese interessate al fine di chiarire la loro posizione. In mancanza di spiegazioni, si procederà con la chiusura dei siti web incriminati.

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