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12 Marzo 2013

Vietata la vendita di cosmetici testati sugli animali

Dopo più di 20 anni di battaglie e sperimentazioni su cavie, conigli, topi e altri animali, finalmente l’Unione Europea ha detto basta a queste inutili crudeltà.

E’ infatti entrato in vigore da ieri, 11 marzo 2013, il divieto assoluto per i 27 paesi dell’Unione europea di commercializzare prodotti cosmetici testati sugli animali.

Il Regolamento n. 1223/2009 (in realtà già esistente dal 2009, ma la cui entrata in vigore è stata continuamente rimandata), vieta infatti non solo la vendita di prodotti “finiti” testati sugli animali, ma anche l’uso di cavie animali per testare gli ingredienti.

La decisione del Parlamento europeo rappresenta un’importante conquista. Il Commissario europeo responsabile per la Salute e la politica dei consumatori, Tonio Borg, ha dichiarato, infatti: “L’entrata in vigore odierna del divieto completo di commercializzazione costituisce un segnale importante del valore che l’Europa attribuisce al benessere degli animali. La Commissione continua a sostenere lo sviluppo di metodi alternativi e a dialogare con i paesi terzi per convincerli a seguire l’Europa sulla stessa strada. Per l’Europa si tratta di un’occasione importante per dare un esempio di innovazione responsabile nel settore dei prodotti cosmetici senza scendere a compromessi sulla sicurezza dei consumatori.”

Grazie al nuovo regolamento, quindi, i futuri test dovranno utilizzare metodologie alternative alla vivisezione, con una maggior sicurezza anche per la salute dei consumatori.

E proprio per i consumatori altre importanti novità arriveranno dall’11 luglio 2013, quando il Regolamento del 2009 sostituirà integralmente la normativa cosmetica del 1976 con l’entrata in vigore delle nuove direttive europee. Tra le novità ci saranno: l’obbligo di utilizzare per le etichette dei prodotti caratteri indelebili con riportati l’indicazione del paese di origine, l’elenco completo degli ingredienti, informazioni più specifiche sulla data di scadenza del prodotto (che verrà identificata con una clessidra) e l’indicazione della presenza di eventuali ingredienti “nano”.

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