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01 Luglio 2013

Entrano in vigore le nuove regole

Dal 18 giugno scorso è entrata in vigore la riforma del condominio, disciplinata dalle Legge 220/2012.

Ecco le principali novità:

- Amministratore:

L’amministratore professionista diventa obbligatorio per i palazzi con più di otto condomini(in precedenza era di quattro) dura in carica due anni, a meno di revoca, e può essere rinnovato. Deve avere un diploma di scuola superiore e aver frequentato un corso di formazione specifico (a meno che non svolga la professione da più di un anno). La nomina dell’amministratore deve essere accompagnata da accettazione formale dell’assemblea, pena nullità, e accompagnata dalla presentazione del compenso analitico richiesto. In caso di gravi irregolarità, può essere richiesta la revoca del mandato, anche da solo un condomino, durante l’assemblea. L’amministratore ha la facoltà di agire verso i condomini morosi (con un decreto ingiuntivo) di sua iniziativa, anche senza autorizzazione degli altri condomini. I condomini possono pretendere che l’amministratore abbia una polizza assicurativa di responsabilità professionale.

- Assemblee condominiali:

Devono essere convocate tramite invio di raccomandata, posta elettronica certificata, fax o consegna a mano. Perché le assemblee siano validamente costituite, in prima convocazione vi deve essere la presenza del 50% + 1 dei condomini e 2/3 dei millesimi; per la seconda convocazione (quella effettiva) devono essere presenti 1/3 dei condomini e 1/3 dei millesimi. Per le delibere invece il quorum deve essere il 50% + 1 dei partecipanti e 1/3 dei millesimi. Le deleghe devono essere presentate in forma scritta e negli edifici con più di venti condomini ogni persona non può rappresentare più di 1/5 dei condomini e 1/5 dei millesimi.

- Condomini morosi:

L’amministratore ha l’obbligo, dopo 6 mesi dalla data di approvazione del rendiconto annuale, di richiedere il decreto ingiuntivo nei confronti dei condomini in ritardo coi pagamenti delle spese condominiali. I creditori del condominio, prima di rivolgersi ai condomini in regola coi pagamenti, devono rivalersi nei confronti dei condomini morosi.

- Consiglio condominiale:

Può essere nominato consiglio di condominio di 3 membri, nei condomini con più di 11 unità immobiliari, avente funzioni consultive e di controllo sull’operato dell’amministratore.

- Conto corrente:

Nasce l’obbligo di tenere un conto corrente per tutte le entrate e le uscite, intestato al condominio, i cui estratti conto possono essere consultati dai condomini in qualsiasi momento.

- Manutenzioni straordinarie:

Diventa obbligatorio la costituzione di un fondo speciale di importo pari all’ammontare dell’intervento predisposto.

- Parti comuni:

Vengono inseriti all’interno di questa voce anche le antenne e gli impianti telematici e i sottotetti con caratteristiche strutturali e funzionali comuni. Viene prevista anche la multiproprietà con godimento periodico. Per cambiare la destinazione d’uso delle parti comuni serve il voto dell’80% dei partecipanti e dei millesimi. La divisione delle parti comuni può avvenire solo con il consenso unanime dell’assemblea.

- Regolamento di condominio:

Non può essere vietata la tenuta di animali domestici.

- Riscaldamento centralizzato:

Ogni inquilino ha la possibilità di staccarsi dall’impianto di climatizzazione centralizzato, purché il distacco non influenzi la normale erogazione di calore.

- Sanzioni:

Sono previste multe comprese tra i 200 e gli 800 euro (in caso di recidiva), per violazioni al regolamento condominiale.

- Sito web

L’assemblea può decidere di aprire un sito internet condominiale, curato dall’amministratore per la pubblicazione online di tutta la documentazione assembleare (verbali, delibere) e dei dati contabili (estratto conto, situazione pagamenti). Ogni condomino potrà accedervi con una password. Per l’attivazione del sito è necessario il 50% +1 dei votanti e dei millesimi.

 



Progetto "Potenziare, migliorare, qualificare l’attività delle associazioni dei consumatori lombarde” finanziato dalla Regione Lombardia con i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico (D.M. 28 maggio 2010), realizzato dalla Casa del Consumatore in collaborazione con le altre Associazioni dei consumatori lombarde.  

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