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09 Gennaio 2015

Tipologia, durata, tasso. Prima di richiedere un prestito, meglio essere informati su tutto, evitando spiacevoli sorprese

Prima di richiedere un prestito, meglio essere informati su tutto, evitando spiacevoli sorprese. Richiedere un prestito è un’operazione che va perseguita con la necessaria cautela. Il momento in cui si bussa alla porta dell’istituto per cercare l’approvazione del proprio finanziamento dovrebbe essere solo l’atto finale di un attento processo di analisi e studio, in cui sono vagliate tutte le possibilità, soppesati i rischi, analizzati gli aspetti burocratici.

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Di prestiti ne esistono tipologie diverse, con costi e durata che variano a seconda di importi e modalità. Richiedere un prestito, come detto, impone di conoscere almeno in parte l’intricato sistema creditizio.

Partiamo col dire che un prestito è costituito da cinque elementi fondamentali: il capitale erogato dalla banca (cioè la somma ricevuta e spendibile dal contraente); il Tasso Annuo Nominale (TAN), che determina l’interesse dovuto alla banca (in pratica, rappresenta il ‘costo’ del denaro ricevuto); il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), che comprende anche le spese acccessorie dovute dal contraente; la durata del finanziamento, cioè il numero di rate in cui si suddivide il finanziamento; l’importo delle rate, comprensive di interesse.

Questi sono i parametri a cui fare riferimento e che bisogna valutare con attenzione una volta deciso di richiedere un prestito. Ovviamente, occorre tenere in considerazione che TAN e TAEG, essendo valori in percentuale, crescono in proporzione alla cifra richiesta. O meglio, la quantità di denaro da versare, a parità di percentuale, sarà, ovviamente, superiore. Dunque, meglio non richiedere cifre superiori a quanto necessario, in modo da evitare spese inutili.

Il contratto stipulato tra istituto e soggetto richiedente dovrà specificare con chiarezza tutte e cinque le voci di cui sopra, chiarendo l’ammontare totale dei costi accessori del TAEG e le spese che non vi sono incluse, le garanzie richieste (se presenti) e, in caso di prestito finalizzato, i motivi di richiesta del finanziamento.

Allo stesso modo, una maggior rateizzazione del finanziamento porterà un aumento del costo effettivo. D’altra parte, però, in tal modo è possibile gestire in maniera più responsabile le rate mensili. L’ideale è trovare il giusto equilibrio fra l’esigenza di non spendere troppo e quella di affrontare spese il più possibile abbordabili.

I prestiti possono essere, essenzialmente, ridotti in due categorie: quelli garantiti e quelli non garantiti. Le garanzie, a loro volta, si suddividono in due sottocategorie, quelle personali, come una fidejussione legata al patrimonio di un terzo soggetto, e quelle reali, che pongono a garanzia di restituzione beni concreti come ad esempio un’abitazione.

Eventuali insolvenze causano l’aumento della rata mensile, gravata da mora e possono portare all’iscrizione dell’insolvente nell’elenco dei cattivi pagatori, con conseguenze sulle future attività creditizie del soggetto.

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