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26 Gennaio 2015

Il lavoro precario è il principio che regola la società di oggi. Ecco come fare per ottenere prestiti senza busta paga

I prestiti senza busta paga non sono una chimera ma una possibilità concreta per quell’esercito di autonomi, precari, lavoratori a progetto o a tempo determinato che non possono contare su una mensilità fissa e garantita a lungo termine.

D’altronde, la precarizzazione del lavoro costringe anche gli istituti bancari a prendere visione del cambiamento sociale e a rispondere prontamente alla liquefazione della solidità professionale che va celebrandosi da diversi anni a questa parte.

Banche e istituti hanno frazionato le erogazioni, adottando strategie maggiormente conservative rispetto al periodo pre-crisi; ottenere un finanziamento è diventato più complicato anche se sono nate nuove vie di accesso al credito.

Il web pullula di istituti che agiscono esclusivamente tramite la rete e numerosi portali permettono di porre i prestiti più convenienti del settore a confronto per individuare le modalità maggiormente confacenti ai propri interessi.

Prestiti senza busta paga: cosa sono

I prestiti senza busta paga sono forme di finanziamento rivolte a profili creditizi che non dispongono di uno stipendio fisso e, per tale ragione, rappresentano per le banche soggetti con una percentuale di rischio dell’investimento alta, aumentando il rischio di sofferenze bancarie.

I prestiti senza busta paga sono finalizzati ad offrire una forma di accesso al credito anche a figure che non forniscono alcuna particolare garanzia di affidabilità.

Essi si dividono in:

• Prestiti a Casalinghe

• Prestiti Senza Garanzie

• Prestiti Senza Reddito

• Prestiti a Disoccupati

Step 1: individuare la categoria di appartenenza

I prestiti senza busta paga non sono tutti uguali e differiscono per finalità e profilo a cui si rivolgono. La prima cosa da fare, dunque, è individuare la propria categoria di appartenenza e le finalità per ci si accinge a richiedere un finanziamento.

Le categorie sono molteplici:

• Lavoratori autonomi

• Nuovi imprenditori

• Lavoratori irregolari

• Lavoratori dipendenti con busta paga già impegnata

• Studenti

• Titolari di rendite

• Pensionati con pensione non pignorabile

• Protestati

• Cattivi pagatori

Step 2: procurarsi una garanzia

Alla fine la questione è semplice: le banche hanno bisogno di avere le spalle coperte per non rischiare di prestare soldi a clienti insolventi. Disporre di una garanzia mette l’istituto a cui ci si rivolge in una condizione di tranquillità e aumenta notevolmente la possibilità di vedersi approvata la richiesta.

Le garanzie non sono solo di carattere monetario, ecco le alternative a disposizione:

• Cambiale: una garanzia sempre meno in voga. Comporta tassi di interesse particolarmente alti e il pignoramento di averi in possesso del ricevente in caso di insolvenza;

• Fidejussione: una figura terza (ad esempio un genitore) fa da garante del prestito. Questi sarà chiamato a intervenire in caso di difficoltà di pagamento da parte del ricevente;

• Pegno: la garanzia è rappresentata da un oggetto di valore. L’erogazione è rapida e non sono richieste ulteriori garanzie;

• Ipoteca: in cambio del prestito viene posto in garanzia un bene immobile, a patto che su esso non pendano ipoteche pregresse e non ancora estinte;

• Modello unico: un autonomo che presenta un flusso di entrate regolare può fare leva sulla ragionevole certezza che sarà in grado di pagare le rate del finanziamento. In quasi tutti i casi, la banca richiede comunque un’ulteriore garanzia.

Step 3: verificare i costi reali

Ottenuta l’approvazione della domanda, meglio verificare i costi dei prestiti senza busta paga proposti dai diversi istituti (perché la cosa migliore è sempre avanzare più richieste e poi selezionare la migliore). Controllare i costi e i tassiproposti è una pratica da seguire sempre in caso di richiesta di finanziamento; nel caso dei prestiti senza busta paga, però, l’attenzione deve essere ancora maggiore, trattandosi di formule particolarmente rischiose.

Ecco cosa controllare:

TAN: il Tasso Annuo Nominale rappresenta la percentuale che dovrà essere erogata alla banca per adempiere al pagamento del tasso d’interesse. In pratica rappresenta il valore dell’interesse stesso. Il valore del TAN dei prestiti senza busta paga sarà, inevitabilmente, superiore rispetto a quello proposto per prestiti garantiti.

TAEG: il Tasso Annuo Effettivo Globale rappresenta il costo complessivo del prestito in quanto include, oltre all’interesse passivo, anche tutti gli oneri burocratici e le spese accessorie.

Assicurazione sul credito: non è detto che sia presente. La scarsa affidabilità dei prestiti senza busta paga mette spesso gli istituti nelle condizioni di volersi tutelare mediante un’assicurazione. Essa è inclusa nel TAEG quando è obbligatoria, non quando l’imposizione dell’istituto è solo formale. Nel secondo caso, occorre prestare particolare attenzione nel valutare i costi previsti.

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