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21 Maggio 2015

Le carte digitali potrebbero presto essere l’unico metodo per effettuare pagamenti: più sicurezza e meno costi

E’ chiamata la “rivoluzione dei pagamenti” e partirà da Copenaghen: il governo danese ha deciso che, a partire dal 2016, l’uso delle carte digitali sarà esteso anche a commercianti e imprese, non più solo ai privati.

La Danimarca non sembra essere spaventata dal rischio di frode a cui sono sottoposte le carte di credito digitali, ma annuncia convinta che è tempo di procedere all’utilizzo di mezzi elettronici, smartphone compresi, per effettuare pagamenti.

Via alle carte digitali

Mentre il rapporto dello studio condotto dell’Osservatorio di Digital Finance Innovation dell’I-Com (Istituto per la Competitività) evidenzia come l’Italia sia al quinto posto in Europa per numero di transazioni elettroniche, nel resto del mondo ci sono paesi come Somalia, Etiopia, Eritrea che, attratte dalla maggiore sicurezza e rapidità delle transazioni, si stanno convertendo all’utilizzo di carte digitali.

Sfruttando pagamenti via dispositivi elettronici, banche e imprese potranno risparmiare sulle spese necessarie al trasporto del denaro fisico.

Dal 2016, quindi, in Danimarca, fatta eccezione per medici, dentisti e negozi di alimentari, chi incassa potrà chiedere al cliente di saldare il conto con un mezzo elettronico.

Più sicurezza con il digitale

La riduzione dei pagamenti in contanti a favore dell’uso delle carte digitali è supportata da numerose iniziative da parte dei governi. In Canada la banca centrale ha smesso ormai ben un anno e mezzo fa di emettere banconote. In Kenya un terzo della popolazione utilizza il sistema di bonifici via telefono con cui si versano salari e bollette, recentemente esportato anche in Romania. In Svezia non è più possibile accedere ai mezzi pubblici pagando in contanti e, complice la diminuzione della moneta fisica in circolazione, si è ridotto il numero delle rapine di banca.

Dall’Italia arriva una proposta

Se la maggior parte degli italiani sembra essere ancora restia sull’uso di dispositivi digitali per compiere transazioni economiche, Roberto Giori, imprenditore italo-svizzero, lancia una nuova proposta: il Giori Digital Money. Alla base del progetto c’è la smaterializzazione del denaro: monete digitali emesse direttamente dalle banche centrali. Un codice attribuito ad ogni banconota ne garantirebbe la tracciabilità, oltre a ridurre i costi di produzione materiale del denaro. Le transazioni saranno portate a termine tramite smartphone, che sposteranno direttamente le banconote, evitando passaggi tra i conti bancari. Attualmente l’Uruguay sta sperimentando il Giori Digital Money, mentre Ecuador e Bangladesh hanno approvato l’emissione di banconote elettroniche.

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