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08 Maggio 2015

L’Osservatorio SuperMoney chiede il parere delle banche: nessun problema con il Jobs Act, i lavoratori a tutele crescenti possono ottenere un mutuo

Il Jobs Act è entrato in vigore da circa due mesi ma non si placa il dibattito che ruota intorno alla serie di implicazioni che esso comporta. Uno dei temi più caldi riguarda la reale possibilità di ottenere un finanziamento pluriennale da parte dei lavoratori che hanno sottoscritto un contratto di lavoro a tutele crescenti. Renzi ha rassicurato i giovani e ricordato ad Abi che “abbiamo un impegno esplicito”, invitando l’associazione a fare da garante e preannunciando provvedimenti contro gli istituti che assumeranno condotte discriminatorie nei confronti dei dipendenti sottoposti a tale tipo di trattamento. Abi ha risposto favorevolmente all’invito e ribadito il proprio impegno a tutela dei giovani che desiderano stipulare un mutuo sulla casa.

L’indagine dell’Osservatorio SuperMoney: i mutui ai tempi del Jobs Act

Ciò che ancora mancava era una presa di posizione esplicita da parte delle stesse banche. L’Osservatorio SuperMoney ha coinvolto cinque istituti di credito – Unicredit, Intesa Sanpaolo, Deutsche Bank, CheBanca! e Banca Sella – in una simulazione di mutuo. Per realizzarla, è stato ipotizzato un profilo verosimile: un lavoratore under 30 intestatario di un contratto di lavoro a tutele crescenti e una RAL di 25.000 euro che si reca presso una banca per richiedere un mutuo per l’acquisto di un immobile del valore di 200.000 euro.

L’esito della simulazione

La risposta degli istituti coinvolti può essere accolta favorevolmente da Renzi e farà storcere il naso ai detrattori del Jobs Act: tutte e cinque le banche hanno infatti risposto che non esiste alcuna politica di differenziazione tra dipendenti in possesso di un tradizionale contratto di lavoro a tempo indeterminato e lavoratori sottoposti ai vincoli delle tutele crescenti.

Inoltre, nessun istituto ha richiesto ulteriori garanzie oltre a quelle necessarie per la stipula né la sottoscrizione del contratto di mutuo da parte di soggetti terzi in funzione di garante. L’unico parametro rilevante, è stato comunicato, è la condizione reddituale del richiedente e la sua effettiva capacità economica di far fronte all’impegno.

In attesa di conferme o smentite

In assenza di rilevazioni ufficiali, non è possibile confutare quanto dichiarato dagli istituti di credito. Nei prossimi mesi sarà possibile saperne di più e verificare dati alla mano se quanto affermato nel corso della simulazione corrisponda o meno a verità. Intanto, l’Osservatorio SuperMoney si è proposto di raccogliere le testimonianze della gente, mettendo a disposizione la propria casella di posta elettronica e i propri profili social per entrare in contatto con quanti desiderino rilasciare la propria testimonianza sulla questione. Il Jobs Act è in vigore solo dal 4 marzo e ogni ulteriore analisi risulterebbe forzata e frettolosa.

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