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10 Aprile 2015

In fase di studio il testo che il Senato vorrebbe inserire all’interno della Costituzione italiana per sancire il diritto a internet.

Internet è un aggregatore sociale, un supporto quotidiano, un generatore di contenuti e immaginari, un simbolo della nuova società 2.0, persino una fonte di dipendenza e di disturbi psichici nei casi più estremi. Lo Stato, ora, lavora perché la rete possa diventare anche un diritto costituzionale.

Il Senato studia il testo per sancire internet come diritto

Internet come diritto, neutrale e accessibile a tutti. Questi sono i pilastri su cui poggia il testo base redatto da Francesco Campanella, Senatore del Gruppo Misto, che introdurrebbe all’interno della Costituzione italiana l’articolo 34-bis, da introdurre nella sezione che fa riferimento all’istruzione. L’Italia si muove sulla strada dei diritti umani e, al contempo, prova a dotarsi di un apparato legislativo che tuteli le nuove tecnologie. Un segnale forte di democrazia, anche alla luce delle ultime novità provenienti dalla Turchia, dove il governo locale ha bloccato l’accesso ai social network Facebook, Twitter e YouTube.

Internet come la scuola

Inserire un articolo che faccia riferimento a internet come diritto dell’uomo significa trattare il web alla stregua del sistema scolastico. L’accesso alla rete che diventa diritto inalienabile per tutti, esattamente come il diritto all’istruzione. In concreto, l’obiettivo dell’iniziativa è quello di sancire in maniera inequivocabile la necessità di rendere la connessione a internet un bene alla portata di tutti, accessibile e libero.

Lo Stato, dunque, secondo quanto riportato all’interno del testo, sarà chiamato a garantire “le condizioni che rendono effettivo l’accesso alla rete internet come luogo ove si svolge la personalità umana, si esercitano i diritti e si adempiono i doveri di solidarietà politica, economica e sociale”.

Net neutrality

Il testo ribadisce il principio della net neutrality – la neutralità della rete – inteso come garanzia di pari opportunità per le aziende fornitrici del servizio, le quali dovranno competere in un mercato che garantisca pari condizioni a qualunque azienda.

Tempistiche

L’iter procedurale, però, sarà piuttosto lungo e tortuoso. Prima di tutto, il Senato dovrà scegliere di adottare il testo base presentato; in seguito vi saranno la discussione degli emendamenti e il dibattito in Aula. Trattandosi di una riforma della Costituzione, seguirà il vaglio dell’articolo da parte di Camera e Senato, a distanza di almeno 3 mesi l’uno dall’altro. Campanella, fautore della Legge e attivo nella sua sponsorizzazione, non si fa mancare una frecciatina al Governo e al suo Capo: “Sono curioso di vedere, a questo punto – ha affermato il senatore – se anche su un tema come la Rete in Costituzione la parola d’ordine di Renzi sarà #dicorsa”.

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