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13 Novembre 2015

Il danno da fermo tecnico in scia ad incidente va provato. Lo stabilisce la Cassazione che ribalta le sentenze del passato

Grandi rivoluzioni in tema di assicurazione RC Auto. Sulla scia delle novità dell’ultimo periodo tra cui la dematerializzazione del tagliando assicurativo cartaceo, l'introduzione di nuovi sistemi elettronici di controllo targa e le nuove offerte delle assicurazioni auto che adeguano le loro proposte per il consumatore alle innovazioni del mercato arriva la stangata sul danno da fermo tecnico.

La Cassazione fa un passo indietro in tema di risarcimento da incidenti stradali. E se da un lato tende una mano alle compagnie di assicurazione auto, dall’altro scoraggia gli automobilisti con il dietrofront sul danno da fermo tecnico.

La III Sezione civile della Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 20620 del 14/10/2015, ha ribaltato la giurisprudenza consolidata secondo cui ai danneggiati spettasse di diritto la percezione di un risarcimento danni dall’assicurazione auto per il mancato utilizzo del veicolo, il cosiddetto danno da fermo tecnico dell’auto. Secondo quanto messo nero su bianco con la nuova sentenza, la perdita patrimoniale per non aver potuto utilizzare l’autovettura a seguito di sinistro va provata. Non è più possibile dunque darla per scontata, come accadeva fino ad oggi.

Giurisprudenza consolidata, le sentenze del passato

In passato numerose sentenze, anche della stessa III Sezione, avevano stabilito che la liquidazione equitativa del danno da fermo tecnico dell’auto a seguito di incidente stradale fosse consentita anche nel caso in cui mancasse una prova specifica. A tal fine per ricevere il risarcimento dall’assicurazione auto era sufficiente soltanto la circostanza che il danneggiato fosse stato privato del veicolo per un certo lasso di tempo, anche a prescindere dall’uso a cui esso fosse destinato. Facevano eco a questa altre sentenze ribadendo il concetto che nella giurisprudenza di legittimità è consolidato il principio secondo cui il cosiddetto danno da fermo tecnico, subito dal proprietario di un autovettura in scia all’impossibilità di utilizzarlo durante tutto il periodo utile per la riparazione, potesse essere liquidato anche in assenza di una specifica prova. A conti fatti, al danneggiato spettava il diritto di richiedere alla compagnia un risarcimento sia per il danno creato dal mancato utilizzo dell’automobile sia anche per recuperare tutte le spese ugualmente sostenute seppur l’auto fosse depositata dal carrozziere – tra le altre, il bollo e l’assicurazione. E non bisogna dimenticare il deprezzamento dell’auto che continua a perdere valore in quel lasso di tempo in cui l’automobilista non può goderne.

La nuova sentenza ribalta gli assunti del passato

La nuova sentenza, invece, ribalta questo assunto definendo errati i fondamenti su cui erano basati i precedenti pronunciamenti della Corte Suprema. Dunque, da oggi, può considerarsi respinta la pretesa dell’automobilista di ricevere il danno da fermo tecnico non provato. A beneficiarne, sono sicuramente le compagnie assicurative che spesse volte venivano citate in giudizio per non aver corrisposto il risarcimento.

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