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15 Aprile 2019

Consigli per scegliere i prodotti migliori

La colomba, regina incontrastata della Pasqua, ha già affollato da settimane gli scaffali di supermercati e ipermercati. Ormai le varietà messe in commercio soddisfano ogni palato ed esigenza. Dalle classiche e tradizionali colombe farcite solo di canditi, granella di zucchero e mandorle, a quelle più elaborate, con cioccolato, creme, liquori, e chi più ne ha più ne metta!

Cosa fare quindi per scegliere un buon prodotto?

Forse non tutti sanno che esiste una normativa ben specifica che regolamenta le etichette delle colombe. Si tratta del Decreto del 22 luglio 2005, adottato congiuntamente dal Ministero delle Attività Produttive e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che definisce chiaramente quali debbano essere le caratteristiche e la composizione di sei prodotti dolciari, tra cui anche la colomba.

Per potersi fregiare del nome “colomba”, il prodotto deve quindi rispettare precise norme di produzione.

La forma

Innanzitutto la forma, che deve ricordare quella del famoso volatile, ad alveolatura allungata; poi la composizione della pasta che deve essere a pasta morbida, ottenuta per fermentazione naturale da pasta acida.

Gli ingredienti

Gli ingredienti che dovete trovare obbligatoriamente in etichetta sono: farina di frumento, lievito naturale, zucchero, sale, uova fresche o tuorlo d’uovo (che devono essere presenti in quantità non inferiore al 4%), burro (non inferiore al 16%), agrumi canditi (almeno il 15%). La glassatura superiore deve essere composta da granella di zucchero ed almeno il 2% di mandorle. Al di sotto di queste percentuali non si può scendere.

Ovviamente oggi in commercio esistono anche tantissime varietà di colombe arricchite da diverse glassature, farciture e ripieni, in questo caso l’impasto base deve essere almeno il 50% del prodotto totale e in etichetta devono essere indicate in maniera chiara tutte le variazioni e aggiunte, per consentire così al consumatore di comprendere agevolmente le reali caratteristiche del prodotto che lo differenziano dalla versione classica.

Attenzione: le regole di produzione e commercializzazione sono identiche sia per i prodotti industriali che per quelli artigianali.

Conservazione

Una volta acquistata come si conserva la colomba? Affinché i prodotti dolciari da forno mantengano inalterate le loro qualità, dovrebbero essere conservati in condizioni ambientali idonee. In proposito si consiglia di conservare questi prodotti in un luogo fresco e asciutto e lontano da fonti di calore, anche dopo la loro apertura. Solo poco prima di consumarla, lasciate la colomba in un ambiente caldo o vicino ad una fonte di calore, così da esaltarne tutta la sua fragranza e la sofficità.

E le uova di cioccolato?

Regalare uova durante le festività pasquali è una tradizione molto antica, diffusa in quasi tutto il mondo. Da sempre infatti le uova, anche prima dell’avvento del cristianesimo, hanno simboleggiato temi come la vita, la fertilità e la rinascita. In Italia, la tradizione di scambiarsi per Pasqua uova di cioccolato, è nata molto probabilmente sul finire del XVII secolo, in corrispondenza della diffusione in Europa del consumo dello zucchero e del cacao, arrivati dal Centro e dal Sud America.

Alla corte francese, dove le uova di cioccolato venivano chiamate “uova all’italiana”, si fa risalire l’usanza di inserire una sorpresa nell’uovo; usanza che si è conservata fino ai giorni nostri, per la gioia di tutti i bambini. Ormai oggi in commercio si possono trovare molteplici varietà, dai classici intramontabili al cioccolato al latte e fondente, ai più ghiotti con granella di nocciole, mandorle o pistacchi, passando per quelli più fantasiosi con decorazioni e forme particolari, così da soddisfare i gusti e le esigenze di tutti.

Da qualche anno, poi, si è diffusa anche la commercializzazione, accanto alle classiche uova, anche di prodotti come coniglietti, ovetti, pecorelle, campane, uccellini, paperelle sempre di cioccolato. Quando acquistate delle uova di cioccolato dovete fare bene attenzione sia all’etichetta sia alla sorpresa in esso contenuta. Innanzitutto dovete controllare che sia riportato il marchio Ce, che certifica la conformità del prodotto alle norme europee, l’indicazione relativa all’età per cui il giocattolo è ritenuto adatto, l’imballaggio della sorpresa deve recare, per legge, il nome e/o la ragione sociale e/o il marchio, l’indirizzo del fabbricante o importatore o distributore (in modo da poterlo contattare in caso di problemi), le istruzioni d’uso ed eventuali avvertenze aggiuntive in lingua italiana, controllate che il giocattolo non abbia piccole parti che potrebbero essere inalate o ingerite, così come parti appuntite o taglienti, ingranaggi non adeguatamente protetti, chiusure automatiche pericolose e soprattutto che i materiali impiegati siano robusti, atossici e non infiammabili.

Per quanto riguarda invece la qualità del cioccolato ricordiamo che un cioccolato di qualità deve contenere, nell’ordine: cacao in polvere e burro di cacao (pasta di cacao), zucchero, latte in polvere, aromatizzanti naturali. In particolare, il burro di cacao è la sostanza grassa ottenuta da semi di cacao o da parti di semi di cacao avente le seguenti caratteristiche:

a) tenore di acidi grassi liberi (espresso in acido olerico) non superiore all’1,75%;

b) in saponificabile (determinato utilizzando etere di petrolio) non superiore allo 0,5%, ad eccezione del burro di cacao di pressione che non può essere superiore allo 0,35%;

Il cacao è il prodotto ottenuto mediante trasformazione in polvere di semi di cacao puliti, decorticati e torrefatti e che presenta un tenore minimo di burro di cacao del 20% e un tenore massimo di acqua del 9%; il cioccolato è ottenuto da prodotti di cacao e zuccheri. Deve contenere almeno il 35% di sostanza secca totale di cacao e almeno il 18% di burro di cacao e non meno del 14% di cacao secco sgrassato; il cioccolato al latte è ottenuto da prodotti di cacao, zuccheri e latte o prodotti derivati dal latte. Deve contenere almeno il 25% di sostanza secca totale di cacao, il 14% di sostanza secca totale di origine lattica e il 25% di materie grasse totali; il cioccolato bianco è ottenuto da burro di cacao, latte o prodotti derivati del latte e zuccheri. Deve contenere non meno del 20% di burro di cacao e non meno del 14% di sostanza secca totale di origine lattica.

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