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21 Aprile 2016

Occhio a banner pubblicitari, finestre pop-up e barring sms su smartphone. Scopri come identificare e disattivare gli abbonamenti non richiesti sul cellulare.

È in aumento il numero degli utenti che, navigando su internet con il proprio smartphone, attivano involontariamente abbonamenti non richiesti sul cellulare che scalano i soldi dalle ricariche telefoniche incidendo così a fine mese sulla fattura telefonica.

Già a partire dagli scorsi anni l’Antitrust aveva adottato delle contromisure per salvaguardare il consumatore da questo tipo di truffe. Tuttavia rimane il problema degli abbonamenti non richiesti su cellulare mentre aumentano gli escamotage volti a ingannare l'utenza circa la gratuità dei servizi proposti su telefono mobile.

Imparare a identificare queste forme ambigue di abbonamento è importante così come è fondamentale conoscere come difendersi dai servizi a pagamento non richiesti una volta attivati.

In che modo riconoscere gli abbonamenti non richiesti su cellulare?

L’espediente ingannevole in cui ci si imbatte più di frequente sfrutta i banner pubblicitari e le finestre pop-up. Proprio mentre stiamo navigando o giocando sul web con il nostro smartphone sfioriamo accidentalmente un banner pubblicitario e in men che non si dica ci ritroviamo abbonati a un servizio. Spesso, infatti, i banner pubblicitari altro non sono che forme di abbonamento che vanno a proporre i servizi a pagamento più disparati (chat, oroscopo, ricette, ecc.,).

L’avvenuta attivazione dell’abbonamento viene notificata all’utente via sms, i cosiddetti sms premium, attraverso contenuti che al primo sguardo sembrano apparentemente essere di natura commerciale mentre in realtà si rivelano essere l'ennesimo servizio aggiuntivo a pagamento.

Come disattivare i servizi a pagamento non richiesti?

Proprio perché gli abbonamenti non richiesti su cellulare si attivano in automatico, diviene fondamentale, una volta scoperta la trappola, disattivare i servizi a pagamento nel minor tempo possibile così da evitare di continuare a pagarne le spese.

Ma non è sempre così semplice poiché spesso compaiono con nomi ogni volta diversi in mezzo al resto dei costi nella fattura telefonica, cercando di camuffarsi con altre voci.

Il primo tentativo che si può fare è quello di provare a disattivare l’abbonamento non richiesto contattando la compagnia che eroga il servizio a pagamento. Al momento dell’attivazione di un servizio premium si è soliti ricevere un “sms di avvenuta attivazioneche fornisce, spesso con modalità però molto confuse, le informazioni (numero di telefono, e-mail, sito internet) utili ai fini della disattivazione dell’abbonamento.

Se nonostante abbiate inoltrato alla compagnia la richiesta di disattivazione non ricevete nessun “sms di avvenuta disattivazione” entro 48 ore, un altro metodo è quello di rivolgersi al proprio operatore telefonico e sperare che si prenda in carico il problema. Purtroppo, nella maggior parte dei casi non è sufficiente poiché spesso la compagnia telefonica si dichiara estranea a questi servizi poiché si tratta di abbonamenti a pagamento su cellulari attivati dal consumatore attraverso compagnie terze.

Il modo più semplice per ovviare al problema rimane quindi quello di contattare il proprio operatore telefonico e richiedere l'attivazione dei cosiddetti “barring sms. Si tratta di un servizio offerto da ogni compagnia telefonica che inibisce l'ingresso di tutti i servizi a pagamento su cellulari, specialmente gli sms premium. Tuttavia con questo tipo di servizio vengono bloccate anche quei servizi attivati volontariamente, come ad esempio quelli della carta di credito che inoltra un sms quando si effettua una spesa o quando si supera il plafond.

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