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02 Marzo 2017

Quali garanzie vengono richieste per ottenere un prestito personale?

Un prestito personale è un finanziamento concesso da un istituto creditiziosenza una finalità precisa, che prevede un piano d’ammortamento a rate per la restituzione della somma concessa. Per tutelarsi dal rischio di insolvenza, l’ente che deve rispondere ad una richiesta di prestito personale esige in genere adeguate garanzie. Queste – fatto salvo alcune garanzie imprescindibili, come il reddito - sono decise di volta in volta dalla singola banca, anche in base alle caratteristiche del richiedente.

Richiesta prestito personale: il reddito e la storia creditizia

La prima garanzia richiesta, come detto, è sempre quella riguardante il reddito: questo deve essere attestato attraverso un documento, come le ultime buste paga o il Modello Unico per i liberi professionisti. Il reddito presentato deve essere quindi compatibile con l’entità della cifra richiesta. Se non si dispone di un reddito certo e continuativo, è probabile che le banche esigano ulteriori garanzie - che vedremo tra poco – oppure accettino di erogare solo una somma limitata.

È fondamentale, inoltre, avere la reputazione di buoni pagatori: gli istituti di credito infatti, prima di concedere un prestito, consultano le banche dati delle centrali rischi per verificare la storia creditizia del cliente. Se si è stati segnalati, ad esempio al Crif, perché in passato si è mancato il pagamento di alcune rate, è certo che la propria richiesta di prestito personale verrà rifiutata. Purtroppo in questo caso c’è davvero poco da fare, anche perché non è possibile ottenere la cancellazione dei propri dati Crif: questa avviene solo in modo automatico allo scadere di alcuni termini prestabiliti.

Una terza persona come garante: fideiussione e coobbligato

Un’altra garanzia tra le più richieste è la fideiussione: in questo modo la banca si assicura che, se non si riuscisse a restituire la somma, una terza persona si preoccuperà di saldare le rate. La stipula avviene tra il creditore e il fideiussore, che in genere è un familiare del debitore.

Ancora maggior certezza della restituzione del credito è quella fornita dal coobbligato: questi si impegna allo stesso modo del richiedente, con identica responsabilità. Ovviamente tanto il fideiussore quanto il coobbligato non devono essere stati a loro volta segnalati al Crif.

Ulteriori garanzie: cambializzazione delle rate e polizze assicurative

A seconda delle caratteristiche del cliente, è possibile che l’istituto di credito chieda due ulteriori forme di garanzia: la cambializzazione delle rate e la stipula di alcune polizze assicurative.

La prima è la licenza di riscuotere il prestito, in caso di inadempimento, convertendo in denaro anche beni e immobili pignorati al debitore, oppure attraverso la cessione di una parte dello stipendio dello stesso.

Per quanto riguarda invece le polizze, la banca potrebbe richiedere la stipula di coperture assicurative per tutelare il credito da rischi come morte, invalidità – permanente o temporanea – oppure la perdita del lavoro. Nel caso ad esempio di morte del finanziato, sarà la compagnia assicurativa a saldare il debito; oppure, nell’eventualità di un licenziamento, l’assicurazione coprirà le rate del prestito fino ad un certo numero prestabilito, o anche fino a che il cliente non trovi un nuovo impiego.

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