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06 Aprile 2017

Il subentro è l’operazione da effettuare per riattivare un’utenza quando ci si trasferisce in un nuovo appartamento.

Quando ci si trasferisce in una nuova casa è in genere necessario, se questa era abitata prima da un altro proprietario o affittuario, provvedere a sostituire l'intestazione delle utenze di luce e gas. Se il precedente inquilino ha richiesto la cessazione del suo contratto, sarà necessario procedere con un'operazione di subentro, che serve a riattivare un'utenza chiusa in precedenza. Vediamo ora in breve come funziona il subentro gas: per un approfondimento completo sul subentro luce e gas, clicca qui.

Quali sono le informazioni richieste per il subentro gas?

Per prima cosa bisogna contattare la compagnia fornitrice per chiedere il subentro: è possibile scegliere di restare con la fornitura del vecchio inquilino, sottoscrivere una nuova offerta gas o addirittura cambiare compagnia energetica. Tramite il sito dell'operatore prescelto sarà possibile apprendere le modalità con cui si potrà inviare la domanda di subentro. È bene a questo punto avere già pronti tutti i documenti necessari, così da rendere l'operazione più rapida. Per il subentro gas sono necessari:

  • codice fiscale e codice cliente del vecchio intestatario;

  • i dati dell'intestatario del nuovo contratto: recapiti telefonici e di posta elettronica, codice fiscale e fotocopia della carta d'identità;

  • la residenza, l'indirizzo esatto della fornitura e l'indirizzo a cui si desidera siano inviate le bollette;

  • il codice pdr, che è possibile rinvenire nella bolletta del inquilino precedente; in alternativa, potrebbe essere sufficiente il numero di matricola scritto sul contatore;

  • l'iban, se si vuole la domiciliazione bancaria delle bollette.

Subentro gas: quanto costa e quanto tempo ci vuole?

La prestazione di attivazione prevede una spesa, addebitata sulla prima bolletta, pari a 30€ se il contatore è fino alla classe g6, e a 45€ per contatori superiori alla classe g6; i contatori sono infatti suddivisi per classi a seconda della portata, ossia di quanti metri cubi l'ora possono passare per il dispositivo stesso. Se scegli un'offerta di mercato libero, il fornitore potrebbe anche aggiungere un costo per la gestione della pratica, cosa che invece non avviene se attivi una fornitura in servizio di maggior tutela.

Per quanto riguarda i tempi, l'AEEGSI (autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico) ha stabilito al massimo 12 giorni lavorativi come tempo necessario per l'attivazione di un contatore gas, dal momento in cui il fornitore riceve la richiesta dal cliente. Il fornitore ha infatti 2 giorni per comunicare la richiesta al distributore locale, che a sua volta dispone di 10 giorni per procedere con l'attivazione.

Sono anche previste penali se il distributore dovesse, per sue inefficienze, ritardare oltre questi tempi; nello specifico, il cliente ha diritto a:

  • 30 euro di rimborso se il tempo di attesa è doppio rispetto a quanto stabilito;

  • 60 euro in caso di tempo tre volte superiore;

  • 90 euro per ritardi ancora più gravi.

Subentro o voltura?

Il subentro non va confuso con la voltura, che avviene invece quando il precedente inquilino non ha richiesto la cessazione del servizio, e di conseguenza l'utenza è ancora attiva. Per verificare se la fornitura è ancora in corso, basta semplicemente provare ad accendere i fornelli: se esce gas, significa che non è stata richiesta l'interruzione del servizio. Ciò significa che si dovrà richiedere all'operatore energetico una voltura del contratto gas: questa consiste soltanto nel cambio di intestazione del contratto, e perciò richiede in genere tempi più brevi rispetto al subentro, soprattutto se si sceglie di restare con lo stesso operatore del vecchio inquilino.

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