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26 Settembre 2019

Ma avverte: "Sui social liste sbagliate"

E' notizia di queste ore che l’AIFA ha disposto in via precauzionale, in attesa di ulteriori controlli, il divieto di utilizzo di alcuni lotti di farmaci utilizzati per alleviare bruciori di stomaco, reflussi e ulcere contenenti ranitidina.

Il provvedimento è avvenuto dopo che la stessa AIFA aveva predisposto il ritiro diretto di 195 farmaci contenenti ranitidina e prodotti dalla ditta indiana Saraca Laboratories, per la presenza di un’impurità potenzialmente cancerogena.

L’elenco diffuso dall’Agenzia italiana per il Farmaco contiene 516 lotti di vari farmaci: dal Raniben in compresse a Ulcex in compresse, e ancora Ranitidina Eg 300 mg, Ranibloc, e anche Buscopan antiacido, compresse effervescenti da 75 mg, di cui sono 12 i lotti da non utilizzare. E poi lo Zentiva, lo Zantac, l’Hexal iniettabile, il Ranidil in fiale, compresse e sciroppo.

Ma l’Agenzia italiana per il Farmaco avverte anche che nelle ultime ore sui social network si sono diffuse anche liste di farmaci che nulla hanno a che vedere con quelli oggetto dei provvedimenti restrittivi disposti nei giorni scorsi.

In un comunicato, infatti, l’AIFA raccomanda di consultare esclusivamente le informazioni pubblicate sul portale dell’Agenzia (www.aifa.gov.it). Gli elenchi dei lotti dei farmaci contenenti ranitidina interessati dal ritiro e di quelli interessati dal divieto di utilizzo sono disponibili alla pagina: https://www.aifa.gov.it/revisione-ranitidina. Ogni altro elenco difforme da quelli su indicati non è da considerarsi attendibile.

Sempre sul sito sono elencati anche i farmaci contenenti ranitidina ancora autorizzati in Italia. AIFA consiglia di rivolgersi al medico di base o al farmacista in caso di dubbio.

Provvedimenti analoghi sono stati presi o sono in corso di adozione negli altri Paesi dell’Unione Europea e in diversi paesi extraeuropei. L’Aifa sta collaborando con l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e alle altre agenzie per valutare il grado di contaminazione nei prodotti e adottare misure correttive.

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