13 Marzo 2009L’Antitrust multa l’intesa sull’aumento dei prezzi della pasta
Una sanzione per complessivi 12,5 milioni di euro alle società accusate di aver creato un “cartello” sul prezzo della pasta: Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlè, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liguori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano, e Unipi – Unione Industriali Pastai Italiani.
Queste società sono accusate dal Garante di aver posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza finalizzata a concertare gli aumenti del prezzo di vendita della pasta secca di semola da praticare al settore distributivo.
L’Autorità ha sanzionato, con 1.000 euro, anche l’intesa realizzata da Unionalimentari – Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Alimentare – che, in quanto associazione d’impresa, ha divulgato una propria circolare per indirizzare gli associati verso un aumento uniforme di prezzo.
Tale decisione ha quindi concluso un’istruttoria avviata il 10 ottobre 2007 (rivolta a un piccolo gruppo di aziende pugliesi) e allargata il 5 dicembre 2007 ai maggiori produttori italiani (28 imprese) con l’aggiunta delle due Associazioni di categoria.
Secondo l’Authority nel corso del 2006 e 2007 le società in questione avrebbero messo in atto due intese restrittive della concorrenza e quindi violato l’articolo 81 del Trattato Ce.
Negli ultimi due anni il prezzo della pasta è aumentato fino al 32,3%, e, secondo l’Antitrust, l’intesa realizzata da Unipi e dai 26 produttori è durata dall’ottobre 2006 almeno fino al primo marzo 2008.









