14 Maggio 2009ottenuto l'Igp
Dopo varie vicissitudini finalmente l’aceto balsamico di Modena acquista l’Indicazione geografica protetta – Igp – così come ha stabilito il Comitato Permanente per le Indicazioni Geografiche e le Denominazioni di Origine Protetta di Bruxelles.
Questa nuova certificazione, che va ad aggiungersi alla denominazione Dop, permetterà d’ora in poi di garantire un prodotto certificato e tutelato, realizzato solo con l’utilizzo di uve e mosti regionali, così da tutelare i produttori locali e territoriali, oltre che i consumatori.
Il percorso intrapreso per giungere a questo importante risultato è stato in realtà lungo e tortuoso, ed ha comportato anche la perdita di non poche risorse e opportunità.
La procedura di identificazione, infatti, è iniziata già nel lontano 1994, anno in cui venne presentato il primo disciplinare per la registrazione della denominazione “Aceto Balsamico di Modena” da parte del Consorzio Aceto Balsamico di Modena. Una procedura che sembrava semplice, ma che in realtà si è susseguita nel corso degli anni attraverso un infinito percorso di ritiri e presentazioni della domanda, ricorsi e controricorsi, comportando così numerosi ritardi.
Complice della situazione anche una certa gelosia tra i produttori dell’aceto balsamico di Modena e quelli del più nobile e ricercato aceto balsamico tradizionale di Modena, oltre che il crescente interesse da parte di molti produttori stranieri e fuori zona intenzionati a far rallentare l’iter, nel tentativo di sfruttare il crescente successo commerciale del prodotto, con tentativi di proporre “aceti balsamici” imitativi.
In realtà le leggi europee hanno stabilito norme precise sulla denominazione degli aceti. Ad esempio la parola aceto deve sempre essere accompagnata dal nome della materia prima con cui è prodotto, ad esempio, aceto di vino, di riso, di mele, etc.; inoltre un aceto non può fregiarsi della qualifica “balsamico” ad eccezione del solo aceto di Modena.
Tra l’altro anche la Grecia e la Germania hanno fatto opposizione alla registrazione del marchio Igp, facendo sapere che essi avrebbero dato il proprio assenso solo quando l’Italia – o la Commissione – avrebbe riconosciuto loro il diritto ad utilizzare le parole “aceto balsamico”.
Dopo anni di attesa e di estenuanti trattative, quindi, si è finalmente giunti ad un accordo che permetterà di operare con regole omogenee ed uguali per tutti.
Grande soddisfazione espressa anche dal Ministro Zaia che ha personalmente diffuso la notizia durante la Conferenza Stampa organizzata a Milano per l’inaugurazione della manifestazione Tutto Food.
Naturalmente il lavoro non finisce qui, infatti, l’aceto balsamico di Modena è molto imitato in tutto il mondo (anche e soprattutto fuori dai confini europei); risulta necessario perciò istituire appropriate campagne di difesa e tutela della denominazione, così come attività promozionali tese a far conoscere su tutti i mercati questo eccellente prodotto italiano.
“L’Aceto Balsamico di Modena – ha dichiarato, infatti, il Ministro – rappresenta la cultura e la storia di un territorio estremamente ricco di conoscenza e tradizioni. Ai Consorzi va il merito di aver creduto tenacemente in questa battaglia. Con lo stesso impegno e la stessa convinzione che dall’insediamento ad oggi ci hanno visti occupati a sostenere il riconoscimento dell’Igp per l’aceto balsamico di Modena, da oggi attiveremo ogni sforzo per affiancare i Consorzi e le imprese, a livello europeo e internazionale, nella tutela di questo prodotto e nel contrasto a qualsivoglia tentativo di imitazione”.









