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05 Giugno 2009

Nuova normativa dal Parlamento Europeo

Regole più severe nella costruzione di giocattoli per bambini, questo è quanto prevede un rapporto adottato dalla Commissione del mercato interno e della protezione dei consumatori del Parlamento Ue.

Si è reso necessario aggiornare le attuali norme sulla sicurezza dei giocattoli dall’arrivo sul mercato di nuovi tipi di giochi, fabbricati con nuove sostanze e nuove tecnologie.

Attualmente infatti non esiste una direttiva ad hoc, ma anche i giocattoli rientrano nel campo di applicazione della Direttiva 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti. Ed è la stessa direttiva che prevede che “Qualora i produttori e i distributori sappiano o debbano sapere sulla base delle informazioni in loro possesso e in quanto operatori professionali, che un prodotto da loro immesso sul mercato presenta per il consumatore rischi incompatibili con l’obbligo generale di sicurezza, essi informano immediatamente le autorità competenti degli Stati membri”.

Inoltre è stato previsto il divieto totale di utilizzare nuove sostanze chimiche e metalli pesanti nella produzione dei giocattoli per bambini, alla luce dell’aumento allarmante di casi di prodotti tossici o pericolosi messi in vendita.

Gli euro-deputati hanno inserito tra l’elenco dei giocattoli una serie di prodotti che non vengono considerati tali: le decorazioni per le feste, gli oggetti da collezione destinati chiaramente ai minori di 14 anni, e quindi modellini o riproduzioni di armi da fuoco, puzzle con più di 500 pezzi, fuochi d’artificio e alcuni videogiochi.

Il fabbricante è obbligato a garantire che i giochi non abbiano un effetto nocivo o tossico per la salute dei bambini; inoltre dovrà conservare la documentazione tecnica e la dichiarazione di conformità CE per 10 anni, a partire dall’ingresso del giocattolo sul mercato.

Per i prodotti destinati ai minori di 3 anni sono previste norme più severe.

“Il problema della sicurezza – ha dichiarato Meglena Kuneva, Commissario Europeo responsabile per la protezione dei consumatori – non è una questione di passaporti”. La Commissaria ha infatti rimproverato ai Paesi membri dell’Ue di non applicare rigorosamente la legislazione per la protezione dei consumatori.

“Già all'interno dei confini Ue – ha aggiunto – ci sono Paesi che applicano con rigore le Direttive Comunitarie e hanno Autorità vigili e ci sono Paesi che lo sono un po’ meno”. Per questo la Commissaria ha insistito affinché i Paesi membri applichino pienamente le regole europee. Per Kuneva inoltre non è necessario dotarsi di nuove normative comunitarie, quanto piuttosto di applicare efficacemente e meglio quelle esistenti.

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