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24 Marzo 2008

Una guida utile alla luce delle nuove norme

I conti dormienti sono quei particolari rapporti bancari che risultano essere rimasti inattivi per un periodo di tempo superiore ai 10 anni, in quanto i titolari di detti conti non hanno attuato, in questo arco di tempo, alcuna operazione bancaria.

I conti possono essere stipulati sia tramite banca, sia con altri intermediari finanziari e possono essere costituiti da depositi monetari (ne sono un esempio il conto corrente o i libretti di risparmio), o finanziari (come titoli obbligazionari, titoli di Stato, ecc…).

Recentemente sono entrate in vigore nuove norme che interessano sia i cittadini che le imprese, in relazione alle quali se i conti risultano essere dormienti e non più “svegliati” dai titolari, mediante operazioni bancarie o semplicemente attraverso la comunicazione alla banca dell’intenzione di voler proseguire nel rapporto contrattuale, le relative somme depositate, di importo comunque non inferiore ai 100 euro, verranno utilizzate per aumentare il Fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze nato appositamente per scopi sociali.

Naturalmente, prima che i risparmi siano trasferiti al Fondo, i titolari dei rapporti dormienti verranno avvertiti dalle banche e avranno 180 giorni di tempo (circa sei mesi) per riattivarli.

I risparmiatori posso comunque stare tranquilli, infatti, anche nel caso in cui le somme di denaro venissero trasferite al Fondo, il titolare avrà comunque la possibilità di rivendicarle entro un tempo massimo di dieci anni.

Nel caso quindi di rapporto contrattuale inattivo, la banca provvederà ad inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al titolare del rapporto con la richiesta di dare comunicazioni entro 180 giorni dalla ricezione, al fine di risvegliare il conto.

Nel caso in cui, trascorso questo arco di tempo di circa sei mesi, il titolare o un suo delegato non comunicano eventuali disposizioni in merito, il rapporto contrattuale verrà automaticamente estinto e le somme verranno trasferite al Fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Nel caso si tratti di depositi di risparmio al portatore in cui può risultare difficile per la banca rintracciare l’effettivo titolare, l’istituto di credito può esporre nelle filiali e pubblicare sul proprio sito Internet un avviso contenente i riferimenti di identificazione dei rapporti dormienti.

Il titolare del rapporto, che fosse interessato a mantenere aperto il suo conto, non deve far altro che comunicare alla banca la sua volontà di continuare il rapporto mediante una lettera, oppure presentandosi direttamente allo sportello o ancora effettuando una qualsiasi operazione, movimentazione o comunicazione come per esempio un prelievo, un versamento o la richiesta del saldo.

Non svegliano il conto dormiente tutte quelle operazioni che avvengono automaticamente e che perciò non coinvolgono direttamente il titolare del conto o un suo delegato come per esempio, l’accredito di un bonifico da parte di terzi (l’accredito dello stipendio), l’addebito automatico delle utenze domiciliate (ad esempio luce, gas, acqua) o la mancata movimentazione di depositi soggetti a tacito rinnovo.

Per i conti che risultano dormienti in data successiva al 17 agosto 2007, la banca, a partire dal 1° gennaio 2009, comunicherà al Ministero dell’Economia e delle Finanze, entro il 31 marzo di ogni anno, l’elenco dei rapporti estinti. Tale elenco è consultabile sul sito Internet dell’Economia e delle Finanze.

Entro il 31 maggio di ogni anno la banca quindi provvederà a versare al Fondo le somme dei conti dormienti che non sono state rivendicate dai titolari.

In caso di rapporti dormienti antecedenti la data del 17 agosto 2007, le banche hanno provveduto ad inviare ai titolari di detti rapporti le relative comunicazioni. Le persone che avessero ricevuto tale comunicazione, avrebbero dovuto, entro 180 giorni dalla comunicazione stessa, e comunque non oltre il 16 agosto di quest’anno, risvegliare il rapporto bancario.

Sempre in questo caso, la banca, comunque, prima di trasferire le somme di denaro dei rapporti dormienti dovrà attendere ulteriori quattro mesi in cui provvederà ad esporre l’elenco di tali rapporti. Le somme saranno comunque trasferite, al massimo, entro il 16 dicembre 2008. Fino a questo momento, ovvero fino a che le somme non sono state trasferite al Fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il consumatore può ancora richiedere alla banca la restituzione delle somme di denaro coinvolte; a quel punto la banca provvederà ad informare il Fondo dell’avvenuta restituzione.

I consumatori avranno comunque a loro diposizione ancora dieci anni di tempo per rivendicare le loro somme di denaro, facendone richiesta direttamente al Fondo.

Nell’eventualità che il titolare del conto interessato sia nel frattempo deceduto, possono risvegliare il rapporto anche gli eventuali delegati o gli eredi, che devono comunicare alla banca di essere subentrati nella titolarità del rapporto.

Le regole finora esposte sono valide anche nel caso in cui si possiedono depositi di titoli relativi a strumenti finanziari a lunga scadenza (come ad esempio BTP con scadenza trentennale o un titolo azionario) contenuti in un dossier titoli.

Per tale motivo è buona norma controllare periodicamente tali dossier. Al fine di gestire con attenzione i propri conti ed essere sempre informati è utile archiviare tutte le documentazioni ricevute dalla propria banca al fine di rendere più facile e immediata la consultazione dei propri rapporti ed effettuare le dovute comunicazioni in maniera tempestiva all’istituto di credito.

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