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23 Novembre 2009

Al via la privatizzazione dell’acqua

La privatizzazione dell’acqua sembra sempre più vicina.

La Camera ha infatti approvato, in via definitiva, con 302 voti favorevoli contro i 263 contrari, il provvedimento Ronchi che recepisce una serie di obblighi comunitari e nel quale è prevista la possibilità dei privati di entrare nella gestione dei servizi di erogazione dell’acqua.

Il decreto prevede diversi adeguamenti a direttive europee (in materia ferroviaria, di concessioni autostradali, di commercializzazione di elettrodomestici non inquinanti) tra cui la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa appunto l’acqua. Sono invece esclusi la distribuzione dell’energia elettrica, le gestione delle farmacie comunali e il trasporto ferroviario regionale.

Nel testo si precisa che dovrà essere garantita la proprietà pubblica del bene acqua. Quindi spetta alle istituzioni pubbliche prendere decisioni in ordine alla qualità e al prezzo del servizio.

Ma cosa cambierà con questa nuova legge? L’articolo prevede che la gestione dei servizi pubblici locali sarà conferita “in via ordinaria” attraverso gare pubbliche e la gestione in house sarà consentita soltanto in deroga e “per situazioni eccezionali”, che infatti cesseranno di esistere entro il 31 dicembre 2010.

Mentre per le società a partecipazione mista la quota minima obbligatoria di partecipazione dei privati nelle società che gestiscono il servizio idrico integrato non potrà essere inferiore al 40%. Diverso il discorso per quanto riguarda le società quotate, che hanno tre anni in più per adeguarsi a patto che abbiano almeno il 40% di quota di partecipazione pubblica al 30 giugno 2013, quota che scende al 30% al 2015.

La legge fissa anche scadenze abbastanza stringenti entro il quale la partecipazione dei privati dovrà diventare significativa: per esempio per le società municipalizzate, cioè di proprietà completamente pubblica, il termine è fissato al 31 dicembre 2011.

Ovviamente ciò che preoccupa di più i consumatori sono le conseguenze che tale decisione porterà in termini di tariffe. Al momento però è difficile fare previsioni sui cambiamenti che potranno verificarsi con l’ingresso di soci privati nella gestione del servizio idrico.

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