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19 Novembre 2009

Chiusi o corretti il 70% dei siti web che vendevano fraudolentemente suonerie

Questo il risultato di un’investigazione portata avanti dall’Unione Europea, che ha permesso di ripulire il 70% dei siti web indagati perché vendevano fraudolentemente suonerie, wallpaper e altri servizi di telefonia mobile.

L’indagine, durata 18 mesi, da giugno 2008, quando sono stati effettuati i primi controlli, ha visto la partecipazione di ben 27 Stati membri, oltre la Norvegia e l’Islanda e ha portato alla scoperta di ben 301 siti web sospettati di gravi violazioni della normativa consumeristica UE.

Il 70% dei 301 casi investigati è stato ora risolto. Il 52% (159 siti web) è stato corretto e il 17% (54 siti web) è stato chiuso.

Le principali problematiche riscontrate sono state:

  1. formulazione dei prezzi poco chiara (ad esempio mancavano informazioni o erano incomplete);
  2. mancanza di informazioni complete sul commerciante;
  3. pubblicità fuorviante, in particolare nei casi in cui si pubblicizzavano le suonerie quali “gratuite” mentre invece il consumatore era poi tenuto a pagare un abbonamento.

In Italia, a febbraio e a maggio, in seguito all’indagine a tappeto le autorità di forza pubblica hanno sanzionato 9 grandi società che avevano contravvenuto alla normativa, per una valore complessivo di circa 2 milioni di euro. Le società erano Telecom Italia, Vodafone, Wind, Dada, Zed, H3G e Zeng, Fox Mobile e Tutto gratis.

L’Antitrust ha affermato che queste società dovevano essere sanzionate poiché i loro siti non fornivano informazioni chiare (ad esempio sul numero di suonerie vendute per il prezzo menzionato o sui costi delle stesse).

Meglena Kuneva, Commissario UE responsabile per i consumatori, ha affermato: “Questa indagine su scala UE costituisce una risposta diretta alle centinaia di reclami provenienti da genitori e consumatori di diversi Stati membri dell’UE. Non è giusto che i giovani siano vittime di pratiche fraudolente come ad esempio le pubblicità ingannevoli che li inducono a sottoscrivere abbonamenti per suonerie che pensavano fossero gratuite. I genitori non dovrebbero trovare brutte sorprese nella bolletta del telefono quando i loro figli, per inavvertenza, si sono impegnati a versare un canone superiore a quello sul quale si erano accordati. I risultati ottenuti indicano che la cooperazione su scala europea in materia di forza pubblica può fare veramente la differenza quando si tratta di ripulire un mercato nell’interesse dei consumatori. In futuro la politica consumeristica dell’UE concentrerà i suoi sforzi su questo tipo di azione repressiva congiunta”.

Ed infatti, le autorità nazionali si adopereranno per risolvere i casi ancora in sospeso. Il nuovo sistema di indagini a tappeto su scala UE sarà portato avanti anche nel 2009-2010, periodo nel quale sono previste diverse altre indagini a tappeto e azioni comuni.

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