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01 Marzo 2010

L’Unione Europea dice sì all’innalzamento del livello di aflatossine nella frutta secca

Desta molta preoccupazione la decisione presa dall’Unione Europea di consentire l’aumento del livello di aflatossine nella frutta a guscio. Se tale decisione venisse confermata anche dal parere del Parlamento europeo, il tetto massimo di aflatossine totali salirebbe a 10 ug/Kg (al posto dei 4 attuali) per la frutta guscio pronta da mangiare e addirittura a 15 ug/Kg per quella soggetta ad ulteriore trasformazione (ad esempio utilizzata per i prodotti dolciari, ecc..).

Ma cosa sono le aflatossine?

Leggiamo sul sito dell’EFSAAutorità Europea per la Sicurezza Alimentare – che “le aflatossine sono micotossine prodotte da due specie di Aspergillus, un fungo che si trova in particolare nelle aree caratterizzate da un clima caldo e umido.

Poiché le aflatossine sono note per le loro proprietà genotossiche e cancerogene, l'esposizione attraverso gli alimenti deve essere il più possibile limitata. Le aflatossine possono essere presenti in prodotti alimentari, quali arachidi, frutta a guscio, granoturco, riso, fichi e altra frutta secca, spezie, oli vegetali grezzi e semi di cacao, a seguito di contaminazioni fungine avvenute prima e dopo la raccolta.

Diversi tipi di aflatossine sono presenti in natura. L'aflatossina B1 è la più diffusa nei prodotti alimentari ed è una delle più potenti dal punto di vista genotossico e cancerogeno. È prodotta sia dall'Aspergillus flavus sia dall'Aspergillus parasiticus. L'aflatossina M1 è uno dei principali metaboliti dell'aflatossina B1 nell'uomo e negli animali e può essere presente nel latte proveniente da animali nutriti con mangimi contaminati da aflatossina B1.

Le aflatossine inoltre non vengono distrutte con la cottura e nemmeno durante i processi di trasformazione e conservazione tradizionali dei cibi.

Nonostante quindi queste tossine siano molto pericolose per la salute dell’uomo (il loro accumulo nel nostro organismo, infatti, può provocare cirrosi epatica e cancro al fegato), nel 2008 il Codex Alimentarius (l’ente creato dalla Fao e dall’Organizzazione mondiale della Sanità al fine di stabilire gli standard dei prodotti) ha stabilito un livello massimo di 10 µg/kg di aflatossine totali nelle mandorle, nelle nocciole e nei pistacchi pronti al consumo, superando il livello attualmente in vigore nell'UE.

Nonostante quindi l’Efsa dichiari apertamente la tossicità e la pericolosità di tali sostanze, è proprio l’Istituto a dare il via libera al loro innalzamento, autorizzando l’adeguamento a quanto stabilito nel Codex, sostenendo che tale soglia non costituirebbe un pericolo per la salute pubblica.

Solo l’Italia per il momento ha votato contro questa decisione, che permetterebbe di immettere sul mercato prodotti provenienti dai paesi in via di sviluppo che non hanno controlli rigidi e severi come i nostri.

L’ultima decisione a questo punto spetta al Parlamento Europeo, che entro tre mesi dovrà decidere se dare il via libera al provvedimento o meno.

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