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07 Aprile 2011

Ma gli europei conoscono i propri diritti?

Notizie allarmanti arrivano dall’Eurobarometro pubblicato l’11 Aprile in occasione del Vertice europeo dei Consumatori 2011. Lo studio, che si è svolto nel 2010 in 29 Paesi, si è articolato su ben 70 domande sottoposte ai consumatori riguardanti i temi più rilevanti del consumo. Lo scopo voleva essere quello di accertare la consapevolezza dei consumatori sulle proprie competenze e sui propri diritti, al fine di migliorare e sviluppare ulteriori politiche, a tutela degli stessi, a livello sia nazionale che europeo.

Quello che è emerso non è per nulla confortante, infatti, oltre la metà degli intervistati (56.471 consumatori) non si ritiene né informato, né tanto meno tutelato. La maggior parte delle persone davanti a un problema si ferma a un semplice reclamo nei confronti del negoziante, ammettendo di non conoscere i rimedi dettati a sua tutela dal Codice del Consumo, ovvero il diritto alla riparazione, sostituzione o rimborso del prodotto difettoso entro 18 mesi dall’acquisto.

John Dalli, Commissario responsabile per la salute e la politica dei consumatori, ha dichiarato: "Vi sono indicatori preoccupanti del fatto che un numero considerevole di consumatori è potenzialmente vulnerabile alle frodi, alle truffe, a metodi di vendita aggressivi e non sa di poter ritornare sulle proprie scelte ed evitare acquisti non necessari. Se i consumatori non possono scegliere con facilità ed evitare i danni, a soffrirne non sono solamente loro, ma anche le attività oneste e innovative che sono il motore della crescita. È necessario - ha concluso Dalli - tener conto di questi risultati se vogliamo aiutare i consumatori in un mercato sempre più complesso e in cui sono esposti a un sovraccarico di informazioni."

Questa forte affermazione prende spunto anche da altri dati rilevanti prodotti dall’inchiesta, infatti, la non consapevolezza, riguarda i più disparati settori del commercio. Ad esempio, solo il 58% degli intervistati è stato in grado di leggere correttamente gli ingredienti riportati sull'etichetta di un prodotto alimentare e il 18% non è riuscito a trovare la data di scadenza. Solo il 2% dei consumatori ha riconosciuto 5 loghi ampiamente usati per fornire informazioni al pubblico.

Il 33% dei consumatori pensava che il marchio CE significasse "fabbricato in Europa" e solo il 25% sapeva che invece significa che il prodotto "è conforme alla legislazione”. L’obiettivo è quindi quello di raggiungere in tutti i modi i cittadini/consumatori per cercare di informarli ed “educarli” affinché possano compiere scelte giuste e consapevoli nella vita quotidiana.

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